PRESENTAZIONE GENERALE

Il Quartiere Darsena ha un’estensione di 41,58 kmq e una popolazione pari a 20.153 abitanti.

A livello di composizione dei nuclei familiari, è evidente la prevalenza di residenti singoli (per lo più persone anziane) e coppie, che insieme costituiscono più del 50% della popolazione insediata. Tuttavia, anche i nuclei familiari composti da 3 o 4 persone sono rilevanti.

La popolazione straniera del quartiere è elevata e conta 2.951 abitanti residenti (si stima che il numero reale di chi dimora nel quartiere sia superiore), con una netta prevalenza di Rumeni e Nigeriani, seguiti da Macedoni, Marocchini, Senegalesi e Ucraini. E in effetti se la percentuale di assegnazione degli alloggi ERP a nuclei stranieri è 22,4% nel Comune, in Darsena sale al 26,9%, con un’altissima concentrazione in alcuni specifici fabbricati.

L’ambito principale oggetto di intervento, denominato “Gulli-Trieste” dalle vie che lo delimitano e lo servono, si caratterizza per essere, con i suoi 884 alloggi ERP, il quartiere “popolare” per eccellenza della Città di Ravenna, la cui realizzazione, avviata nel Secondo Dopoguerra e si è consolidata ed estesa nel tempo, arrivando a concentrare al suo interno il 40% dello stock abitativo complessivamente detenuto dal Comune.

L’area del cosiddetto quartiere Darsena è un ambito urbano piuttosto vasto, localizzato nel settore est della città, lungo le direttrici che conducono verso il mare. La denominazione “Darsena” si rifà alla presenza della darsena urbana, che coincide con l’innesto nel tessuto cittadino del canale Candiano e racconta di un passato di traffici commerciali e produttivi. Ma la “Darsena” è una realtà all’oggi ben più ricca e variegata del solo intorno, spaziale e funzionale, del canale, essa infatti si articola principalmente in sotto-settori, così individuabili:

  • A Nord si colloca la “Darsena di Città”. Con i suoi grandi isolati industriali dismessi, di proprietà prevalentemente privata, rappresenta uno degli ambiti prioritari dell’Amministrazione Comunale (si veda il Programma di Mandato del Sindaco 2016-2021); si tratta infatti di un territorio contraddistinto da uno straordinario dinamismo progettuale, alimentato negli anni da molteplici iniziative pubbliche realizzate in gran parte in partenariato con il privato.
  • A sud è in corso di realizzazione uno dei più consistenti progetti di sviluppo immobiliare della città, un nuovo comparto multifunzionale a prevalente destinazione residenziale, denominato PUA Antica Milizia Sud, all’interno del quale si realizzeranno, insieme all’ampio parco pubblico Cesarea, alla residenza libera e a funzioni commerciali, anche nuovi servizi abitativi pubblici e sociali.
  • A est scorre lo scolo Lama, barriera fisica, percettiva e psicologica tra la città di Ravenna e il territorio “del mare”, a ridosso del quale si sta realizzando il Palazzo dello sport e delle arti, infrastruttura pubblica destinata a diventare polo di attrazione sportivo e culturale di livello regionale.
  • A ovest, prima della barriera ferroviaria, si colloca il più importante cluster di impiantistica sportiva pubblica (l’Ippodromo Candiano, il Pala Costa) della città di Ravenna.

Questa vasta porzione di territorio è segnata dalla presenza di ampi e numerosi comparti di trasformazione urbana, verso i quali si stanno indirizzando molteplici attenzioni e interessi pubblici e privati, che puntano ad una loro risignificazione e ridefinizione funzionale e configurano l’area come il più importante e significativo ambito urbano di sviluppo e rigenerazione della città: al suo centro troviamo il quartiere “Gulli-Trieste”. L’area di intervento risulta quindi circondata da un territorio sul quale gravitano forze ed energie di straordinaria portata che, se sostenute da un attento processo di ricucitura urbana e di riequilibrio e ritessitura delle relazioni territoriali (sociali e funzionali), potrebbero giocare un ruolo fondamentale nel rilancio e sviluppo socio-economico del quartiere, la cui identità e potenzialità specifica (come si vede nell’immagine a lato) è data proprio dal suo essere “TRA” altre porzioni della città.

La storia: il quartiere operaio

FrameLAB Multimedia & Digital Storytelling (DBC-UNIBO)

Le vie Gulli, Trieste e Lanciani del quartiere Darsena, hanno una complessa storia sociale e operaia. L’estensione del nucleo abitativo nel quartiere risale al 1949 quando il Ministro del Lavoro Amintore Fanfani emana la Legge 43 con cui approva il «Progetto di legge per incrementare l’occupazione operaia, agevolando la costruzione di case per i lavoratori».

Il Piano Incremento Occupazione Operaia Case per Lavoratori, anche chiamato piano Fanfani, vede l’edilizia come promotrice della ripresa del Paese per rispondere alla elevata domanda abitativa del dopoguerra e creare nuovi posti di lavoro impiegati nella costruzione dei quartieri.

Il quartiere Darsena di Ravenna, nato tra il Canale Candiano e le vie Trieste, Gulli e Lanciani, rappresenta un’esperienza tipica dell’edilizia del Piano INA-Casa. Il quartiere nasce come nucleo autosufficiente e distante dal resto del tessuto urbanistico.

Pur sorgendo sulla via di collegamento al mare, il quartiere rimane sempre isolato rispetto al resto della città.

La vicinanza a numerose fabbriche ha fatto sì che la maggioranza degli abitanti siano operai e impiegati in queste industrie.

I numerosi giovani che abitano il quartiere spesso provengono da famiglie trasferitesi dal Meridione per lavoro. La mancanza di luoghi di aggregazione nel quartiere e un contesto cittadino non molto accogliente contribuiscono al graduale isolamento di queste famiglie, portando i giovani ad adottare uno stile di vita di strada.

Il Quartiere Oggi

Dagli anni ’90 ad oggi il quartiere è profondamente cambiato. L’immigrazione è passata da un andamento nazionale da Sud a Nord a una portata internazionale, le cui provenienze sono numerose e prevalentemente dal Nord Africa e Est Europa. Questo forte cambiamento lo ha trasformato in uno spazio cittadino nel quale convivono numerose culture diverse. La sfida che il Comune di Ravenna nell’ultimo decennio si è trovato ad affrontare è quella di trasformare il quartiere da un contesto multiculturale a un contesto interculturale nel quale poter valorizzare la convivenza di culture tanto diverse.

Il quartiere proprio per la sua origine recente e per le numerose sfumature che lo caratterizzano è luogo di numerosi progetti promossi dal Comune di Ravenna. Tra questi, spicca l’attività di riqualificazione attiva da alcuni anni su tutto il quartiere che promuove la creazione di opere di street art . Il cuore di queste azioni è la Cittadella della Street art situata proprio in via Gulli nella quale diversi street artist di fama internazionale hanno contribuito alla rigenerazione della zona con una propria opera.

Rigenerazione urbana

Negli anni ’90, Ravenna ha avviato un percorso di riqualificazione della cosiddetta Darsena di città; ma è a partire dal 2010, e in particolare nell’ultimo quinquennio, che prende vita un percorso più articolato teso alla rigenerazione dell’area e basato su una pluralità di strumenti e progetti sempre più complementari in una logica di multidisciplinarietà e di integrazione delle politiche locali. Con una Pianificazione territoriale ad hoc realizzata a seguito di un processo partecipativo completato nel 2015 e aggiornato nel 2018, l’Amministrazione ha di fatto elaborato una strategia che disegna un comparto “evoluto” sotto ogni profilo (ambientale, sociale, tecnologico), un quartiere 0-24 (sicuro, inclusivo, attrattivo) e partecipato (sharing economy).

Ulteriore evoluzione nell’approccio al processo di rigenerazione si è avuta con il progetto DARE (2019-22) che, sostenuto con 5 milioni di fondi FESR e con oltre 1 milione di co-finanziamento locale nell’ambito del programma europeo Urban Innovative Actions, è stato riconosciuto all’avanguardia nel panorama europeo per innovazione metodologica. Attraverso quest’ultimo, il processo di rigenerazione, in sintonia con le linee tracciate dagli SDGs, dal Green deal e Digital EU, si fonda su un approccio innovativo e integrato abilitato dal digitale e guarda non solo alla ricucitura tra il lungo canale e il centro città, ma anche allo sviluppo del quartiere “Gulli-Trieste” nella logica della sostenibilità ambientale, economica e sociale.

Al termine del progetto ci si aspetta che l’area Darsena sia percepita da cittadini, investitori e visitatori come un ecosistema urbano innovativo, salubre, sicuro e digitale, luogo perfetto in cui portare avanti azioni sperimentali improntate alla eco-sostenibilità dell’abitare, all’inclusione, alla sicurezza, alla creazione di un tessuto imprenditoriale creativo e vivace e infine alla narrazione corale del quartiere e del processo stesso di rigenerazione.

Queste caratteristiche socio-demografiche hanno modificato quel senso di “comunità” che caratterizzava il quartiere INA-Casa delle origini, accomunato dal comune stato lavorativo e dal carattere migratorio da altre regioni d’Italia. Al momento attuale, la popolazione insediata è decisamente più variegata, spesso con poco in comune e con anche orizzonti personali e professionali meno stabili che in passato, e conseguentemente fatica a trovare anche negli spazi comuni del quartiere occasioni e interessi all’aggregazione e alla cura.

Nell’area, tuttavia, non mancano le offerte di attività e opportunità che lavorano su questi aspetti, sebbene in modo poco coordinato o settoriale. Sono rilevabili, in riferimento a questo aspetto, le seguenti realtà:

  • Scuola primaria Pasini: scuola di quartiere che ospita 3 sezioni di primaria.
  • Casa delle culture: centro interculturale con lo scopo di affrontare aspetti legati al processo migratorio (presenza di alunni stranieri nelle scuole, educazione interculturale, acquisizione di metodologie per l’insegnamento dell’italiano, servizio volto all’empowerment dell’associazionismo).
  • Quake: spazio di aggregazione giovanile per ragazzi e ragazze di età compresa fra gli 11 e i 17 anni.
  • Consultorio Giovani – Spazio Giovani: ambiente dedicato ai giovani dai 14 ai 20 anni per assistenza e consulenza su problemi legati a sessualità, vita affettiva e relazionale, ginecologia e andrologia.
  • La Quercia: Centro sociale e ricreativo autogestito da volontari anziani del quartiere.
  • Portierato sociale: servizio gestito da AUSER insieme a Comune, ACER, Servizi sociali e associazioni. Inoltre, nell’ambito del progetto DARE, sono state realizzate attività di ascolto del territorio e rielaborazione dei dati raccolti. Da tali azioni sono derivate alcune interessanti linee di potenziale sviluppo e potenziamento dell’area, coerenti con le istanze e i bisogni dei soggetti intervistati e riassumibili nei seguenti punti-chiave.
  • Potenziamento delle Infrastrutture per la mobilità, soprattutto per quella dolce, con realizzazione o completamento delle piste ciclabili e riqualificazione del TPL.
  • Aumento o recupero di spazi verdi anche in relazione all’incremento di servizi e spazi di comunità.
  • Miglioramento della qualità ambientale, che implica una maggiore sostenibilità ambientale degli spazi aperti e un miglioramento complessivo delle prestazioni degli edifici pubblici e residenziali.
  • Incremento della sicurezza urbana, percepita e reale, attraverso misure di controllo ma anche attraverso azioni preventive che accrescono il senso di comunità e di appartenenza.

La fotografia dal punto di vista del Servizio Sociale Associato

Dal punto di vista del Servizio Sociale Associato, il Quartiere Darsena è quello:
  • Con maggior numero di presa in carico totali
    • Anziani: 862, 29,9%
    • Adulti: 553, 42,6%
    • Persone con disabilità: 151, 27,2%
    • Minori: 814, 33,5%
    • Totale: 2.380, 33% (rispetto a tutto il Comune)
  • Con la minor presenza di famiglie unipersonali (10%).
  • Con la maggior presenza di under 18 (15,6%).
  • Con la maggiore presenza di popolazione straniera (29,6%) di cui le nazionalità più presenti sono: Romania, Albania, Nigeria.
  • Con il 23,5% di popolazione over 65.